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domenica 17 aprile 2011
Ciccio Di Benedetto: quando l'ottimismo puzza di sciagura
Ehi: qualcuno si è accorto che un paio di giorni fa uno yankee ha comprato la Roma? sì, qualcuno di voi forse se ne è accorto eppure vi comportate tutti come isteriche contadine del midwest: la curva sud negli ultimi tempi ha più bandiere americane di un farmfestival in illinois. Quella cazzo di bandiera è riuscita ad entrare persino nel Roma Club Testaccio e, vi giuro, a me quella cazzo di bandiera non piace per niente. E fino a ieri non piaceva a nessuno di voi ma il tifo, si sa, è bello perché irrazionale, antideologico e incoerente e tutto quelle cose che dice persino Zazzaroni e che finiscono invariabilmente con un belato e una scossa alla frezza. In effetti ammetto che anche a me ultimamente quella bandiera sta più simpatica e Boston è la mia seconda patria dell'anima e, in fondo, credo che compreremo Pastore e inizierò ad ascoltare Bruce Springsteen e a organizzare BBQ in cortile. Non adesso però, perdio, non adesso! Non voglio scrivere qui un post ideologicamente antiamericano pieno di incisi del tipo "gli interventi umanitari non esistono" e "il 70% della popolazione americana ammette di avere una vita sessuale compromessa da una dieta poco equilibrata", anch'io interpreto il tifo con assoluto cinismo e ipocrisia, vorrei star qui a tessere una lunga e appassionata analisi su quanto sia bello vivere lo sport (e segnatamente il calcio) all'insegna dell'antisportività e del vandalismo etico, ma forse non è questo il momento (però è una cosa che vi prometto, farò). Quindi non può fregarmene di meno che questo tizio, sbarcato a Roma con quello sconcertante maglioncino color senape, non sia originario di una località non più lontana di Rieti ma che venga piuttosto dal paese che in assoluto ha maggiormente fatto di questo mondo, il peggiore dei mondi possibili. [ma che mi sto allungando troppo con le digressioni? se è così ditemelo]. E' sotto l'evidenza di tutti che i soldi che di solito le persone investono nel calcio, nella migliore delle ipotesi, puzzano semplicemente di morto. Il fatto che la stampa etichetti Moratti, da circa 65 anni, come "un signore", "un elegante sportivo", non toglie che sia uno sporco speculatore e petroliere che, nella mia personalissima visione del mondo, dovrebbe essere condannato a morte con modalità "indigestione di Golia" (per maggiori informazione date un'occhiata a questo). Quindi, caro Thomas, se avrai abbastanza soldi da poter confinare Taddei e Perrotta per sempre in panchina, diventerai il mio migliore amico, nonostante quel maglioncino. Diomio ma lo avete visto quel maglioncino? una roba tipo Marchionne sotto peyote. Il mio scetticismo non è un maldipancia patriottico o ideologico, più semplicemente ho una fottuta paura che questo tizio non abbia un soldo e che dovremo continuare a puntare alla Champions con Taddei e Perrotta. E la mia fottuta paura è acuita non poco dal fatto che voi invece siete lì a masturbarvi e a solleticarvi con l'idea di futuri, faranoici calciomercati , e non lo fate nemmeno in silenzio. Sì, percarità, noi romanisti abbiamo passato anche di peggio (c'è qualcosa di peggio che ritrovarsi Ciarrapico come presidente?) e questo è un momento in cui si dovrebbe essere cautamente ottimisti ma, ecco, forse siamo al punto di questo post: perfavore, cautamente. Non vi state rendendo conto che con tutte questo isterismo di massa stiamo per metterci nella condizione di esporci, in maniera permanente, al ludibrio del mondo? No, dico, ma avete provato a prendere qualche informazione in più su questo tizio? non vi sarete mica accorti che è un palazzinaro di quart'ordine? Ok, "lui ci mette la faccia, gli altri i soldi". Devo fidarmi di uno che fa "Pallotta" di cognome? o di quell'altro che si chiama "Richard Amore", no, perfavore, non voglio arrivare a dire che tutto questo puzza, inequivocabilmente, di SOLA. Ma posso essere almeno scettico rispetto a una "cordata" in cui tutti vanno in giro con dei nickname da speed date? Poi Pallotta è uno che passa le sue giornate con l'ipad in mano a speculare sui titoli alimentari in nordafrica, a far cadere il regime del pompelmo e ad instaurare il regime dell'avocado negli stati del centrafrica (e a indossare maglioncini casual, sì, anche lui). Insomma, non mi sembra affatto uno che si possa definire "una persona affidabile", anche se già definirlo "persona" mi sembrerebbe troppo. Prudenza dunque, perché i laziali son tutti lì che ci aspettano, stanno proprio aspettando che invece di Pastore compriamo Iaquinta (e non è nemmeno un'ipotesi così remota), che invece di rinnovare Mexès rinnoviamo Cassetti (ops! questo è già successo). Due semplici cose: buttate la bandiera americana e grattatevi le palle.
Leon Blavatsky
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lunedì 7 febbraio 2011
24a Giornata di Campionato. Improvvise e Scoppiettanti sorprese.
Leonardo 10: Non esiste uomo su questo pianeta che riesca come lui a farmi venire la voglia di spaccare il televisore con un volume a copertina rigida dei Fratelli Karamazov. Come penso non esista alcun brasiliano al mondo che riesca ad utilizzare "Bon" come interiezione. Come al solito arriva sbavando ai microfoni, avido di viscidume e buonismo nauseante:
- "Bon, voglio innanzitutto congratularmi con la Roma che è la squadra migliore del campionato. Bon, noi abbiamo fatto una buona partita ma niente rispetto a loro che sono belli e bravi ma hanno sfortunatamente perso. Vucinic può vincere il pallone d'oro e io penso che la questione delle adozioni per le coppie omosessuali sia un qualcosa da riprendere in considerazione. Bon, anche se effettivamente i cattolici hanno tutte le ragioni del mondo per protestare perché il bambino ha bisogno di due figure complementari e poi i cattolici sono i cattolici migliori del mondo, senza dimenticare i gay. ah dimenticavo, bon: Andreotti verrà ricordato sempre come una brava persona. In quanto alla partita...bon...è stato il miglior Inter-Roma di sempre: quello con più gol
- ehm, non è vero mister
- Bon, sì quello con più gol, la partita più spettacolare di sempre, io stavo masturbandomi in panchina nel vedere quello spettacolo pur stando vicino a tutti quelli che son contrari a tutto questo genere di cose e bon...
- mister le stavo dicendo che non è l'inter roma con più gol c'è stato un 5 a 4 con Zeman e un 6 a 2 della roma sull'inter con spalletti
- Bon, avrete anche le vostre ragioni, ammetto che siete dei giornalisti fantastici, i migliori di sempre. 8 gol in un Inter Roma non si erano mai visti, Ronaldinho tornerà quello che tutti conosciamo e amiamo e un saluto a Teocoli, sempre Forza Milan Teo!
PRETE! PRETE! E PRETE!
Amauri 9: Dopo due anni di sofferenza alla Juve, fischiato e contestato, chiede delucidazioni a mister Delneri. Capisce una volta per tutte che Zamparini a Palermo gli spiegò male le regole del calcio. Si sente ingannato e tradito, passa così i primi mesi del campionato in preda a profonde crisi esistenziali e dubbi circa il suo futuro. Si ritrova a valutare tre bizzarre ma allettanti offerte:
1. su proposta della stessa Lidia Togni arruolarsi nella squadra dei suoi fantastigliosi trapezisti, la situazione lo stimola ma non è convinto di poter essere in grado di tagliarsi i capelli.
2. Fare da cavia per i prossimi shampi della Garnier, azienda che pare abbia inventato una innovativa soluzione a base di Saccarina, Pompelmo, tuorlo d'uovo, coca-cola e Nesquik, in grado di farti diventare i capelli esattamente come quelli di Amauri.
3. Su chiamata del suo primo maestro di ju jitsu, tornare a far parte della sua vecchia nazionale federale di ju jitsu dello stato del pernambuco. Decide per quest'ultima ipotesi ma si ricorda di aver scelto ormai la nazionale italiana e non potrebbe più partecipare a nessuna gara. Quando ormai l'amarezza e la disperazione sembrano sopraffarlo arriva finalmente la chiamata giusta: il Parma, squadra costruita col preciso scopo di andare in serie B con gli scarti della Juventus, lo vuole con sé. Pare che nel caso l'impresa riesca il ds Leonardi potrà vincere la vita di 40 maggiorate nordafricane messe in palio da Lele Mora (naturalmente il presidente Ghirardi non ha voce in capitolo, essendo lui mero frutto di un complesso sistema ologrammatico ispirato al mago pancione).
Leonardi lo assicura che potrà tornare a giocare come sapeva fare a Palermo - per essere più chiari: potrà tornare a giocare con le regole del Beach Soccer. In questo modo domenica torna al gol insaccando la palla dopo una delle circa 24 rovesciate tentate nel corso della partita, con le solite movenze di un Bolle in diarrea prestato al calcio. Viados.
Loria 8: Lo sceneggiatore di Romanzo Criminale gli aveva cucito su misura un nuovo personaggio: Er Capoccione, vecchio e tenebroso boss della mala romana che ha per anni sfornato pane fatto con la cocaina al posto della farina, senza mai rendersene conto, nel suo forno di Garbatella. Personaggio dall'interiorità tormentata e con una vaga propensione alla necrofilia dovrà essere uno dei punti di forza della prossima serie. In procinto di abbandonare i campi di calcio Ranieri lo richiama in squadra a causa della 19esima espulsione stagionale di Burdisso-Escobar e anche perché Loria sembra ben adatto alla sua idea di calcio come diverissement palazzeschiano. E' un ritorno col botto il suo: da quando calca il terreno di gioco iniziano a piovere tiri e dribbling nell'area giallorossa, si fa saltare sisematicamente da Nagatomo e segna in caciara la rocambolesca rete del 3 a 4. Sabato c'è il Napoli, Er Capoccione può aspettare. Ci sei mancato.
Ranieri 3: Uscirà tra poco nelle migliori librerie il suo volumetto dal titolo "Approssimazioni a un grado zero della tattica. di come rendere la tua squadra di calcio il giappone di Holly&Benji"; libro scritto in collaborazione con Cicoria Tempestilli e Tzvetan Todorov, eminente strutturalista bulgaro. Nel suo libro Ranieri dà delle indicazioni essenziali e pratiche per far sì che la tua squadra sia così allungata da dare l'impressione di trovarsi su un campo da gioco vasto quanto l'arizona; la premessa essenziale è naturalmente quella di avere in attacco dei giocatori il più simili possibile al tridente Mark Landers, Tom Becker, Holiver Hupton. Ruoli ricoperti nella Roma da Borriello, Menez, Vucinic. Lui si diverte, è felice nel vedere nella roma l'applicazione pratica delle sue teorie dell'anti-tattica. Realizzato.
Eto'o 2: Strozzati!
Zarate 1: Uno tecnico per un Zarate al rientro dalla squalifica.
Nota per il lettore: Questo pagellone è stato pubblicato oggi in forma particolare e ridotta. La causa, il lettore forse lo capirà da sé, è la assoluta significatività grottesca delle cose accadute in questa giornata di campionato.
Leon Blavatsky
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lunedì 31 gennaio 2011
22a Giornata di Campionato. Tristi Speranze e Rapporti di Forza.
Juvinciale 10: Sempre sulla cresta dell'onda. Illusa dal solito gol assurdo di marchisio, viene scherzata dalla squadra tecnicamente più forte di turno: L'Udinese. Acquistano in estate Martinez per dodici milioni e ora si ritrovano con un fondo cassa che gli permette al massimo di cercare di convincere Pessotto, Birindelli e Fabrizio Ravanelli a tornare a giocare per colmare le lacune tecniche. L'unica notizia positiva è la partenza dell'atletadicristo Nicola Legrottaglie che, a parte la grande presenza spirituale, limitava il suo apporto a un corteggiamento al giovane Sorensen in allenamento.
Paletta 9: Forse troppo spudoratamente brutto anche per entrare nel pagellone. Ma oggi, con un San Pellegrino che tira il fiato, Paletta è l'assoluto protagonista della giornata. Bastano un assist per gli avversari, un rigore causato e un autogol? Il Genoa, inoltre, riesce a fare tre gol in una sola partita, impresa che non gli riusciva da quando si poteva permettere di schierare nel suo reparto offensivo un certo Cosimo Francioso. Sconfitta meritata comunque per un Parma che potrebbe anche smetterla di comprare giocatori dai nomi come: Ze Eduardo, Dzemaili, Angelo, Toni Calvo e, appunto, Paletta.
Kozak 9: Il supereroe prodotto nei sotteranei di Formello continua la sua implacabile ascesa, tutta fatta di super-poteri messi a punto dal Bahab Puji (il mafio-santone che accompagna spesso Lotito sugli spalti) e tenuti scrupolosamente segreti da Reja, ma che stiamo piano piano imparando a riconoscere. Tra gli effetti speciali che consegnano questa vittoria alla Lazio menzioniamo, tra gli altri, il Nichilistico-Tiro-Annulla-Portieri e l’Incornata-Sadica. Il primo sfoggiato, quest’oggi, ai danni di Boruc, nel rigore guadagnato dallo stesso super-ariete al 68’ minuto, consiste nel trasmettere via onde neurali l’immagine mentale delle drammatiche conseguenze dell’eventuale e infortunoso contatto tra il corpo del portiere e la palla calciata con forza inaudita, convincendolo così a fingersi spiazzato e a lanciarsi dal lato opposto; il secondo, che punisce per la seconda volta in cinque minuti l’infelice portiere viola, il quale, rotolando a terra nel tentativo di intercettare l’assist di Sculli, si risparmia almeno la visione orrorifica del capoccione ceco che assume dimensioni e forma mostruose nell’esercizio del suo super-potere. Si guadagna, tra l’altro, la gratitudine di entrambe le tifoserie per aver miracolosamente virato gli esiti di una partita bella come il culo flaccido del Silvione nazionale.
Bega&Zambelli&Zebina&Mareco 8: Gino Corioni, presidente del brescia e instancabile produttore di water e copritavolette, ha scommesso con Emanuele Filippini la testa di suo fratello che riuscirà a salvare la squadra nonostante questa difesa. Oggi non gli è andata troppo bene: con la mobilità di un comodino, Mareco ha fatto passare in velocità Pellissier e Constant che, camminando, hanno divorato la porta bresciana. Su Zebina, augurandoci che la sua galleria d'arte di Milano vada per il meglio, c'è poco da dire.
P.s. Si è recentemente scoperto che i gemelli filippini improvvisavano ardenti gang bang con la moglie di Corioni nella sede del club.
Kroldrup 7: Ha già dichiarato che una volta appesi gli scarpini al chiodo sostituirà Filippa Lagerback come annunciatrice a Che Tempo che Fa, su proposta di fabio fazio e con l'assenso di Mauro Masi. Nel frattempo spara le ultime cartucce di una carriera costantemente vissuta tra bassi e bassi; verrà ricordato anche per l'inaudita malasorte che porta nel reparto difensivo delle squadre in cui milita, le quali, una volta arrivato lui, perdono sistematicamente il loro pezzo pregiato per infortunio e sono costrette a schierarlo titolare. Oggi non riesce a chiudere la velocità straripante del brevilineo Libor Kozak, causando il rigore che spiana la strada alla sconfitta di una fiorentina sempre più triste. Ridateci Riganò.
Gonzalez 7: Non giocando nel ruolo che gli è più congeniale, si reinventa buttandola sul ballo. Anima la fascia destra a colpi di samba, riuscendo spesso a raddoppiare sugli avversari, si scatena in indemoniati twist efficacissimi in fase di interdizione e in finale di primo tempo si lancia addirittura in un assolo verso la porta con tanto di grand jeté, che si conclude con un bel tiro di destro, respinto, però, dall’altrettanto acrobatica parata di Boruc. Dirty dancer.
Bologna-Roma 7: Nella tempesta di neve di Bologna un impassibile arbitro Jack Frost non vede alcun motivo per non iniziare la partita. Senza pallone rosso - e con la roma scesa in campo con maglie rigorosamente bianche - si dà il vita a 16 minuti di pura comicità e crisi cognitive. I giocatori, sempre più simili a cricieti impazziti, dopo aver perso il pallone senza che nessuno se ne accorgesse, iniziano a girovagare per il campo vivendo delle esperienze di derealizzazione che saranno analizzate da un equipe di filosofi, biologi e antropologi, i quali avranno inoltre l'ardito compito di stabilire se il calcio sia esportabile su mercurio o meno. Un urrà per la scienza dunque, dispiace solo per un piangente Rodrigo Taddei che, visibilmente terrorizzato dalla situazione, ha trascorso i sedici minuti di partita dentro il costume di Balanzone (mascotte della squadra felsinea).
Mark Peter Gertruda Andreas van Bommel 6,5:
"Veramente un personaggio insopportabile, da ammazzarlo appena nato"
La signora Van Bommel su suo figlio
Oggi viene espulso all'esordio in campionato. Augurandoci che sia la prima di una lunga serie. Benvenuto!
Palacio 6,5: Fratello minore di Manu Chao collabora con lui nella stesura del primo album della Mano Negra e nella creazione del genere "Patchanka". Abbandona il gruppo perché confessa a tutti di essere di estrema destra e fugge in spagna dove cerca di ricostruirsi una nuova vita. Viene però scovato dagli indipendentisti baschi che, riconoscendolo, gli trapiantano nel sonno quell'orribile ciuffo di capelli che lo contraddistingue. Viene assunto come magazziniere del Genoa, incarico ricoperto fino a quando Gasperini non si accorge che è più forte di Sculli e si può tentarlo in campionato. Oggi semina il panico nella difesa del parma riuscendo a percorrere con straordinaria velocità tutte e tre le fasce, contemporaneamente.
Mauri 5,5: Cenerentolo. La mezzanotte sembra scoccata, la carrozza è tornata zucca e l’abito da sera di nuovo stracci vecchi. Dopo un girone d’andata in cui il pubblico lo osservava sconcertato recuperare palle, creare gioco, addirittura far gol con una classe a dir poco principesca, la cui unica spiegazione, dopo anni appannati in casacca bianco azzurra, sembrava essere l’uso di sostanze molto stupefacenti o lo scambio con un gemello fin ora imprigionato in qualche sottoerraneo milanese, eccolo finalmente tornare alla condotta che più gli compete. L’incantesimo è finito. L’unico guizzo è sul pallone intercettato e servito a Sculli nell’azione del raddoppio: mentre corre qualche ultimo luccichino fatato gli brilla ancora intorno ai piedi. Dopotutto, con quel visetto, può ancora sperare nell’arrivo di un bel Principe Azzurro.
Lijaic 5: L’aspetto da giovane marmotta svizzera dall’identità sessuale ancora indefinita di Lichtsteiner lo confonde, tenta per tutto il primo tempo di ipnotizzarlo con il suo sguardo da cucciolo imbronciato, continuando a piroettargli intorno suadente e provocante, creando, così, talmente tanto fumo finendo per inebriare solo i suo già fin troppo spaesati compagni. All’inizio del secondo tempo scompare dal campo: papà Sinisa gli avrà rinfrescato, con un coltello tra i denti e l’occhio iniettato di sangue, le folkloristiche pratiche che gli zingari riservano ai tipi gai come lui, invitandolo caldamente a rimanere in panchina.
Cerci 5: Il Thierry Henry di Valmontone oggi si prende di diritto la fascia sinistra della Fiorentina, purtroppo passa il primo tempo a cercare di risolvere le evidenti difficoltà arrecategli dagli inconfondibili capelli di Anna Mazzamauro. Nel secondo tempo opta per una gradevolissima fascetta ma è ormai in confusione.
Gianni Riotta 4: Ospite della domenica sportiva si presenta stranamente senza cravatta nera slim ordinaria da broker che ha appena mandato in bancarotta 5 diversi stati africani. In compenso non può fare a meno di citare il world business forum, Miccichè e a spiattellare un paio di anglismi per ogni frase pronunciata. Finisce per definirsi "uomo del sud". Prete.
Ledesma 4: Qualcuno aiuti quest’uomo. Domenica scorsa lo abbiamo lasciato vagheggiante tra deliri cosmici e ricerca dell’essenza. Oggi, evidentemente, sconta in campo i postumi dell’uso smodato di funghi allucinogeni. Sappiamo bene che la droga è un problema sociale, ma quello che dovrebbe essere l’uomo chiave della sua squadra non può continuare a ciondolare per il campo blaterando di suicidio e nausea dell’esistere, a sbagliare gli appoggi ai compagni sganasciandosi dalle risate per avrerli scambiati per elefanti rosa in tutù, mancare appositamente i passaggi, in preda ai deliri di persecuzione. I tifosi chiedono che la società intervenga. Narcotizzato.
Gulan 3: Il pluricampione europeo di football manager Pantaleo Corvino non poteva fare a meno di lui sulla fascia sinistra del suo lecce che vinceva la Champions nel 2016. Pensa bene così di portarselo anche alla Fiorentina nella realtà. I valori sono ancora bassi (solo un 20 in temperamento) ma può crescere.
Ranieri 3: Nemmeno oggi che la sua squadra non ha giocato è riuscito a risparmiarci le sue patetiche frasette del dopopartita: "Dopo un pò è venuto il quarto uomo e mi ha chiesto "Mister che cosa ne pensa?" e io ho gli ho risposto che avevo un pò paura perchè ci vuole un non nulla per farsi male e sfiorare il dramma; per cui ho detto "se è possibile vorrei interrompere".
Pazzini 2: Dopo aver annunciato che l'arrivo all'inter "è un sogno che si realizza" - confinando per sempre nella oscena provincialità senza onore squadre come Sampdoria e Fiorentina - oggi entra nel secondo tempo a rilevare un irrefrenabile coutinho (qualcuno spieghi all'inter che nonostante sia il figlio di thiago motta non è obbligatorio metterlo in campo). Ci mette 5 minuti a segnare con una girata di destro. Dopo altri 10 minuti, a cavacecio di un invisibile matrix materazzi, realizza il secondo goal di testa, dall'altezza stimata di 4 metri e 12. A suggellare l'arrivo interista serve però la zozzata finale: la simulazione che ribalta definitivamente il risultato. Neofita.
Cavani 1,5: Mette a segno il 15, 16 e 17esimo gol del campionato senza alcuna vergogna. Continua a mettere in porta ogni singola palla che sfiora senza alcun pudore, lo stesso poco pudore con cui si ostina ad indossare l'apparecchio da quando è arrivato in serie A. Nella speranza che un Von Bergen di turno lo abbatta.
Zarate 1: 1 tecnico per zarate squalificato, in attesa che scenda in campo.
Leon Blavatsky&Sophia Belbo
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lunedì 24 gennaio 2011
21a Giornata di Campionato. Lieti ritorni.
El Cholo Simeone 10: Chi sentiva la sua mancanza?
Nato nel 1970 dall'accoppiamento tra un viados argentino, una suricata e un ministro democristiano a caso, transita nel campionato italiano tra il 1996 e il 2003 cercando di spargere i semi dell'antisportività. Caratteristica l'entrata "a trinciapollo" da lui coniata. Nel 2003 con un suo sputo fa ammalare di sla il povero stefano Borgonovo, ricercato dalla polizia decide di fuggire e tornare in SudAmerica, prima come venditore ambulante di burritos, poi esponente di spicco del cartello narcos "el grande", inonda di cocaina le feste della Florida. Costituitosi al governo argentino viene graziato dal presidente Kirchner che gli fa sperimentare il nuovo programma di recupero per ex-narcos e lo manda ad allenare l'estudiantes. Corrompendo e minacciando arbitri e giocatori vince il campionato. Cristina Kirchner lo premia inviandolo come allenatore al Catania, altra squadra facente parte del programma di riabilitazione governativo; composta per la quasi totalità da galeoti ed ex narcotrafficanti argentini.
Esordisce sabato con una sconfitta per due a zero contro la corazzata parmense. Bentornato!
Amauri 9: Sempre e comunque uno dei miei preferiti. Si muove con le solite movenze di un Aldo Busi costipato. Colto da improvvisi attacchi di saudade si ferma immobile facendosi trovare in fuorigioco in maniera sistematica. Divora 4 occasioni, perde dai 18 ai 22 palloni e fissa, inequivocabilmente, il risultato sullo zero a zero.
San Pellegrino 8,5: Insieme a Di Vaio il bomber più in forma della serie A. Dopo la magia di tacco della scorsa domenica, oggi con una rapace spaccata infila il secondo goal consecutivo. Sempre nella sua porta.
Arcari 8: Operaio cassaintegrato della Fiat, stabilimento Mirafiori, reparto verniciatura; da quest'anno nel tempo libero fa il portiere del Brescia e ieri esordisce piazzando un campo magnetico sulla riga della sua porta. Para l'impensabile fino a quando, al novantesimo, non viene beffato sul suo palo dalla punizione di Bovo, un difensore centrale intelligente come un mulo e due volte più brutto. Tragico.
Di Vaio 8: Continua a tenere una media gol che sfiora quella di Silvio Piola e se giocasse sino ai 52 anni (cosa che il buon Silvio fece) sicuramente lo raggiungerebbe, per ora si accontenta di superare, nella classifica di tutti i tempi, Pierino Prati e Abel Balbo. Se non ti chiami Silvio non hai mica il dono dell'eternità.
Inler 7,5: Praticamente un trattore. Con l'ausilio dei suoi lacché (o bracci meccanici), Asamoah e Pinzi, si divora il centrocampo dell'inter con una facilità imbarazzante.
Peccato sia ricercato dai leghisti friulani che lo ritengono un esponente di spicco di Al Qaeda. Muslim.
Mexès 7: Da quando ha iniziato ad assumere ormoni in quantità abnormi ha una condizione fisica straripante, segnalata da un collo grande come tutto simplicio. Annienta e azzera qualsiasi velleità offensiva del Cagliari facendo cadere gli attacanti anche con un solo ammicco. Bufalino.
Ficcadenti 7: Bello e dannato. Subire la terza sciagurata sconfitta di fila, nonostante un primo tempo scoppiettante contro un Milan falcidiato da infortuni e misteriose sparizioni (ovvio risultato di riti wodoo di magistrati e giornalisti bolscevichi), gli conferisce uno sguardo ancora più tetro contorniato dal ciuffo scomposto in perfetto stile dark wave e lo conferma sempre più come icona saturnina del campionato.
Ramirez 6,5: Dopo Kenneth Anderson, unica intuizione di mercato del Bologna negli ultimi 45 anni. Segna con un capolavoro di sinistro il gol del pareggio e passa il resto della partita a dileggiare, con una nonchalance a tratti irritante, l'intera retroguardia biancoceleste.
Robinho 6: Continua ad agitarsi tarantolato in area e a mettere alla prova la resistenza fisica di Antonioli a forza di pallonate. La miriade di conclusioni che tenta, ma che vengono puntualmente respinte dal portiere, lascia spazio al sospetto di un malizioso giochetto sado-masochistico tra i due, vista anche l’aria promiscua che si respira in casa Milan.
Traorè 5,5: Finisce casualmente in campo a causa di un errore di Delneri nella trasmissione della formazione. Accortosi dell'errore lo sostituisce dopo quattro minuti con un barbuto Fabio Grosso. Riuscirà persino a farsi rimpiangere.
Traorè 5,5: Finisce casualmente in campo a causa di un errore di Delneri nella trasmissione della formazione. Accortosi dell'errore lo sostituisce dopo quattro minuti con un barbuto Fabio Grosso. Riuscirà persino a farsi rimpiangere.
Matri&Acquafresca 5: Perfetti per interpretare Marco, fidanzato della principissa Sofia in piccolo grande amore, oggi passeggiano per l'area dell'olimpico vanificando i circa 79 cross provenienti dalle fasce del Cagliari. Comunque belli.
Nainggolan 4: Pseudonimo calcistico di Krillin, insostituibile compagno di Goku durante le sue missioni di salvataggio del pianeta terra. Temprato dai titanici allenamenti del maestro tartaruga e da quelli nella stanza dello spirito e del tempo, dimostra una condizione fisica ineguagliabile. Peccato però che nessuno gli abbia spiegato le regole del calcio.
Ledesma 4: Approccia la partita come fosse uno spirito dei monti della Patagonia, contemplando lo spazio, dilatando il tempo, cercando la spersonalizzazione del sé, continuando a passare palla seguendo traiettorie dimensionali alternative. Probabilmente mentre Di Vaio lo zompava a piè pari per firmare il raddoppio del Bologna, lui era lì lì per cogliere il Tutto. Ieratico.
Ranieri 3: Da quando ha stretto il patto col diavolo si limita a schierare la squadra più scarsa e casuale in campo, consapevole che riuscirà comunque a vincere grazie ai riti satanico-divinatori che tiene nelle palestre di Trigoria il venerdì notte insieme a Perrotta e Antunes (sciamano delle ande). Durante il rito i membri si dispongono circolarmente suonando i tamburi e cantando vecchie canzoni di Antonello Venditti, al centro del cerchio balla Simplicio che, impossessato, riesce a comunicare con Zibi Boniek, Pruzzo e varie entità demoniache chiedendo il loro favore per la partita della domenica. Ti odio.
Zarate 0,5: Entra nel secondo tempo a rilevare Sculli, uscito per problemi tecnici (incapacità nel giuoco del calcio). Crea il solito fumo lì davanti che butta in caciara ogni speranza offensiva della lazio. A partita finita tenta di sferrare un destro a Moras con la forza e la decisione di un giovane Macaulay Culkin, per questa infinita tristezza si guadagna mezzo punto in meno rispetto al solito.
Leon Blavatsky&Sophia Belbo
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lunedì 17 gennaio 2011
20a Giornata di Campionato. Un po' a culo.
Kojak 10: Il tenente. Plasmato nei segreti laboratori di formello, è, nella parte superiore del corpo, composto di Stagno, Invar, Inox, Magnox con rifiniture in alluminio. La parte inferiore del corpo presenta le gambe di Venturin e Gottardi fuse insieme con una soluzione ipercollante, i piedi di Attilio Lombardo. Utilizzato prevalentemente come "pilone d'area", nasce da un'idea di reja, ispiratosi ai "giocatori speciali" da subbuteo. Quest'oggi entra a un quarto d’ora dalla fine, incorna il gol decisivo del match e imprime una vera scossa ormonale alla partita, esibendosi in un sado-spogliarello con Diakitè che, evidentemente, ringalluzzisce tifosi e giocatori.
Udinese 9: Con una media di 6 gol a partita è ormai evidente a tutti: Zeman si cela dietro questo miracolo e quel ciclista democristiano di Guidolin non è che uno specchietto per le allodole.
Adriano 8,5: Ciccionissimo, banale ma non c'è aggettivo che lo descriva meglio. Entra e per gli ultimi dieci minuti si piazza completamente immobile in mezzo all'area. I suoi 110chili sono in fuorigioco in occasione del gol ma il guardalinee incredibilmente non se ne accorge, per non sbagliarsi lui calcia negli unici 10 centimetri di porta occupati da uno già svenuto Antonioli. La palla finisce in porta lo stesso: un eroe del grottesco, davvero
Olivera 8,5: Dopo il compianto Esnaider senza dubbio il peggior acquisto della storia Juventina degli ultimi 70 anni. Senza ruolo e senza senso, il suo apporto oggi si è concretizzato con un meraviglioso gol a culo a 5 minuti dalla fine, palla calciata tra difensori del Milan paralizzati. Ora può tornare nella cantina delle pippe insieme al suo compagno di squadra Burin Di Michele.
Aronica&Campagnaro 8: Loro sono la coppia di questa settimana. Come avere Van Damme e Vin Diesel in difesa: brutti, arcigni, entrano sempre e comunque per far male. Picchiano tutto l'attacco della Fiorentina con generosità e costanza impagabili, in possesso di palla si limitano a correre con foga senza motivo o a calciare più forte possibile in avanti.
San Pellegrino 8: Idolo. Al termine di una partita oscena la Roma rischia di passare in vantaggio in un' azione che ha nello stesso momento violato 9 regole del gioco del calcio e almeno 4 della fisica. La palla sembra non entrare, allora ci pensa lui con una mezza cloche a far finire il pallone dentro e a far scoppiare le coronarie al suo presidente.
Scaloni 7 :Mette al servizio della squadra tutta la sua esperienza, anche se i compagni lo apprezzano soprattutto per le ricche grigliate di Brasado argentino, in cui pare eccelga. Bisunto.
Biondini 7: Ogni stagione che passa sempre più forte e sempre più dimenticato. E' sempre più evidente come il malaugurante colore dei capelli e la barba trotskista gli impediscano il salto ad una grande squadra.
Pradè 6: Improvvisamente afflitto da invecchiamento precoce, nel giro di quindici giorni si ripresenta alle telecamere con capello candido e occhiale scuro modello sandra mondaini. Inquietante.
Mauri 5: Nonostante un paio di episodi frutto di una chiara sindrome da daltonia temporanea, in cui passa dinoccolatamente la palla agli avversari, si fa notare soprattutto per un assist di tacco all’indirizzo di Kozak e per l’ormai proverbiale portamento di chi riesce a giocare a pallone come se stesse sorseggiando spritz nell’happy hour milanese. Dandy.
Hernanes 4: Dopo più di sessanta partite giocate tra Brasile e Italia ha più desiderio di un tour operator che di un pallone. Forse ancora frastornato per lo shopping natalizio nelle vie della capitale ostenta un passo da vasca lungo via del Corso e una presenza fisica consistente come quella di un budino. Probabilmente in preda a un paio di epifanie, in cui realizza di trovarsi in mezzo al campo da calcio, prova due di tiri in porta, per poi riprendere l’andatura da struscio domenicale.
Simplicio 4: Arnold, sovrastato per tutta la partita dallo strapotere fisico-tecnico di gente come Colucci e Parolo, riemerge nel finale per firmare uno dei suoi soliti gol, sempre tra i più ridicoli e paradossali del campionato. Ha anche il coraggio di esultare con entusiasmo, una vergogna.
L'Inter 4: Un allenatore bello e simpatico non vi salverà dal nostro odio.
Diamanti 3,5: Un po' Emanuele Filiberto, un po' Lapo Elkann, il sinistro di Rivaldo. Un tipetto odioso insomma.
Ranieri 2: Al 35esimo dentro Adriano e Borriello,fuori Vucinic e Menez, i cambi giusti per mettere la partita in ghiaccio, poteva levare De Rossi e mettere Cicoria-Tempestilli, per esempio. A parte tutto: Qualcuno si è accorto che la roma da due anni gioca a caso?
Il gol di Ibrahimovic 1,5: Quando si dice palla a casaccio davanti per Ibra, poi fa lui. Lui infatti, da 35 metri e girato di 40 gradi dalla porta, mette il piedone come capita e la palla si spegne all'incrocio dei pali. Uno di quei gol che nemmeno batistuta a winning eleven. Nauseante.
Zarate 1: Si dà da fare ma anche questa giornata non riesce ad andare oltre l'uno sportivo.
Leon Blavatsky&Sophia Belbo
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Ti amo Campionato
lunedì 10 gennaio 2011
19a Giornata serie A. Juan come Iago.
Juan 10: L'incarnazione del concetto di sciagura. Mette in scena l'esemplificazione pratica di come un uomo solo possa annientare la propria squadra. Entra e in 45 minuti causa due gol, un rigore e un'espulsione. Burdisso prova a richiamarlo all'ordine ma lui ormai pensa solo alla nausea dell'esistenza, uno Iago intento nel suo soliloquio shakespeariano che malinconicamente tira avanti per tutto il secondo tempo, degno del più cupo Pessoa.
La Difesa della Juve, la Juve, Luca Toni 9: Ci metterei anche Luciano Moggi, Blanc e un Agnelli a caso. Puro godimento. Riesce a chiudere il girone d'andata, nella "stagione della rinascita", con il minor numero di punti dall'anno 2007, stagione del ritorno in serie A. Continua a far giocare quel trapezista di Amauri davanti, compra Toni che aspetta di riprendersi dal suo infortunio (invecchiamento cellulare) e continua a credere che Del Neri sia un grande allenatore (e non, invece, un grande indossatore di occhiali, quale è). Ah: poi c'è grygera terzino.
Lucchini&Gastaldello 8: La coppia che insieme misura i nasi più lunghi del campionato, bruttissimi in ogni loro manifestazione di vita riescono a non prendere una palla, farsi espellere e vincere comunque la partita.
Kiko Macheda 7: Nato e cresciuto tra Roma e Tivoli da padre pastore e mamma pecora, fervente tifoso della lazio e sostenitore attivo della Coldiretti, viene preso come giardiniere dell'Old Trafford a 15 anni. Come il protagonista di Padre Padrone sa parlare solo burino ma a Manchester si ambienta subito, stringendo amicizia con i più raffinati intellettuali che animano la vita cittadina: Cristiano Ronaldo, Evra e Nani, con i quali raggiunge una straordinaria affinità di spirito. Torna in Italia pronto ad affiancare De Silvestri e Rosi tra i bori seriali di spazio 900. Sette di benvenuto.
Grossmuller 7: Nessuno si accorge della sua esistenza fino al 72esimo quando questo strano essere a metà tra un pornoattore messicano e Chuck Norris regala la vittoria al lecce. Dimostrazione di come si può avere il nome di una marca di wusterl e riuscire comunque nella vita.
Antonini 6: Degno di segnalazione perché ieri è riuscito a battere il record di dribbling subiti. precedentemente retto da Peppe Pancaro. Baconi ha calcolato che Sanchez è riuscito a saltarlo dalle 51 alle 63 volte. Continua a scendere in campo titolare facendosi credere una giovane promessa e, sostanzialmente, ingannando tutti. Non solo è scarso ma ha 30 anni.
Udinese 3: Allora: l'Italiatutta tifa per te (sensazione che dovresti apprezzare visto che la tua città fa lo stesso numero di abitanti di Villanova di Guidonia) vinci 3 a 1 a San Siro e riesci a prendere in un quarto d'ora 3 gol in contropiede. Qualcosa è andato palesemente storto.
Cavani 2: Vergogna!
Zarate 1: 1sportivo per Zarate, anche questa giornata.
Leon Blavatsky
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