martedì 8 febbraio 2011

A fin di pene.



Prima o poi tutti, ma proprio tutti, cadranno vittima della delocalizzazione. E non c'è merito che il lavoratore possa vantare per salvare il culo. Sarà licenziato, anche se ha portato il caffè al capo per vent'anni, ha sgobbato duro la domenica o ha addirittura inventato il viagra. È quello che sta per succedere ai 2400 impiegati dei laboratori della Pfizer di Sandwich, una cittadina inglese dove si mangiano solo panini e si fa sesso sempre in tre.
In quei laboratori, nel lontano 1986, si svolgevano delle ricerche su un farmaco che sarebbe stato in grado di inibire un enzima responsabile dell'angina pectoris. Dopo quattro anni di ricerca, gli scienziati capiscono finalmente che erano completamente fuori strada, ma i pazienti (cioè: le cavie) riferiscono alcuni preoccupanti effetti collaterali dell'assunzione del farmaco. Il sidenafil, studiato come calcioantagonista (cioè: che impedisce l'afflusso di calcio nelle cellule del miocardio, Lotito non c'entra nulla), provocava impreviste ed imprevedibili erezioni. Così, per caso, nasce il viagra.
La bella favola dei laboratori di Sandwich sta dunque per finire. Il fenomeno Made in China, d'altra parte, coinvolge tutti i settori del mercato, salute compresa. E, si sa, con i cinesi non si scherza. Quelli non hanno scrupoli e sono disposti a contraffare tutto, anche la madre. E il viagra. È del 26 gennaio scorso la notizia del sequestro di 75 scatole che contenevano un farmaco del tutto simile al viagra, ma privo di certificazioni, bugiardino e corredo farmaceutico vario. In compenso, sul cartone c'era la foto di una bella e avvenente ragazza che avrebbe causato negli assuntori gravi problemi di priapismo. Il prodotto era in commercio a Cassino, ma le Fiamme Gialle (partendo da una conversazione goliardica di alcuni sessagenari al bar) hanno individuato l'organizzazione criminale che, coinvolgendo alcune società scandinave, dalla Cina esportava il prodotto in Italia, passando dal porto di Napoli.
Che anche i celoduristi italiani facciano uso della pillola blu è cosa risaputa. I tre milioni di maschiacci affetti da disfunzione erettile non perdonano. Tant'è che dalle statistiche di ricerca di Google emerge che l'Italia, negli anni Duemila, si è trovata costantemente nella top-ten dei Paesi che usano il motore di ricerca per trovare siti e informazioni riguardanti il viagra (termini di ricerca più gettonati: “viagra online” e “viagra senza prescrizione”). Nel 2006, anzi, il primato era inequivocabilmente italico, mentre la Russia seguiva con affanno.
Eppure, una certa ritrosia nei confronti della medicina sessuale è ancora diffusa tra gli esemplari di maschio italiano. Infatti, nel lontano 2007 una signora di Frosinone, stufa del proprio marito pantofolaio ed impotente, invece (o, forse, incapace) di tradire, ha pensato di ricorrere ad un metodo di assunzione più subdolo. Per non offendere l'orgoglio virile del marito operaio cinquantatreenne, ha disciolto nel bicchiere di vino dell'uomo ben due pillole di viagra. Immediati gli effetti: l'uomo comincia a toccarsi (la spalla) e ad avvertire dei tiramenti inconsueti (al petto), poi dice: «Non mi sento bene,» e crolla per un infarto. Fortunatamente, il 118 – prontamente avvertito dalla moglie – ha salvato l'uomo, che dichiarerà: «È stata una prova d'amore da parte di mia moglie [sic!]. Per me è stato un periodo di forte stress che mi stava allontanando da lei, al punto da trascurarla anche sessualmente [frocio]. Non ho mai avuto problemi del genere, tengo a precisarlo [bugiardo], forse solo problemi cardiaci, visto che ho rischiato di morire d'infarto [ma non mi dire]. Ma passerà anche questo, ne sono certo. Ora che ho visto la morte in faccia [era blu come un puffo e aveva il marchio della Pfizer ben in vista] ho capito che non c'è cosa più importante della famiglia [dopo aver attraversato innumerevoli peripezie e superato difficili prove, il nostro eroe si ricongiunse ai suoi cari, con i quali trascorse il resto dei suoi giorni felice, contento e sessualmente appagato].»

2 commenti:

  1. si potrebbe dire: pene di famiglia.

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  2. si direbbe anche che i giovani d'oggi hanno perso ogni attaccamento al pene comune
    Dr. Zapotec

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